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La Buona Educazione, la gentilezza e lo sport? risponde Giuseppe Abbagnale

La Buona Educazione, la gentilezza e lo sport? risponde Giuseppe Abbagnale - Giochiamo Insieme

Tra le federazioni sportive che hanno già concesso il proprio patrocinio c’è la Federazione Italiana Canottaggio, presieduta da Giuseppe Abbagnale, che ha accettato di rispondere ad alcune domande

 sulla gentilezza e la buona educazione, un’opportunità di riflessione per allenatori, genitori, bambini e ragazzi per vivere al meglio lo sport. Un buon esempio di gentilezza e buona educazione che é passato "alla storia" nel canottaggio? Il mio modo di declinare la gentilezza, sono tutti quei campioni che non sono andati mai sopra le righe, che sono stati, pacati nella foga agonistica e che nelle risposte sono sempre stati equilibrati.  Perché la Buona Educazione può migliorare la pratica sportiva?  Buona educazione, oltre al rispetto delle regole e non cercare di sopraffare l’avversario con atteggiamenti irriverenti e provocatori, complimentarsi con chi è stato più bravo, ma anche con chi magari è stato meno bravo di te. Sono tutti elementi che possono contribuire a rendere piacevole e migliore la pratica sportiva. Qual é secondo lei "l'identikit" di un atleta "gentile"? Ritengo che l'identitikit dell'atleta gentile si possa identificare nelle figure, e nei comportamenti, tenuti da Di Biasi, Moser, Simeoni, Scirea, Senna, ecc ecc. Secondo lei come si può allenare la gentilezza e la buona educazione nello sport?  Assolutamente si. Ogni comportamento umano proviene da applicazione nell'imparare e si impara da altri soggetti per cui va da se che se ci si trova in un ambiente dove di gentilezza è permeato l'atleta non può essere altro che gentile con se stesso e con le persone che lo circondano. Si ci si può allenare a diventare gentile. Il più bell'esempio di gentilezza nello sport a cui ha assistito? Ve ne sono molti, ma uno in particolare al quale ho assistito è stato vedere due singolisti, di nazioni diverse, che si sono aiutati a portare barca e remi al pontile di imbarco e poi sono andati in gara e hanno gareggiato uno contro l'altro. Una volta tornati a terrà, si sono comportati davvero in modo gentile e altruistico da buoni amici. Un gesto gentile che tutti gli sportivi dovrebbero conoscere e mettere sempre in pratica? Avere pazienza, non essere sempre irruenti e lasciare la determinazione e, quindi, l'agonismo solo sul campo di regata, mentre quando si è insieme dovrebbe esserci solo la condivisione. Questo è molto difficile, ma ci si può arrivare proprio con l'allenamento, appunto. In che modo la sua Federazione promuove la gentilezza e la buona educazione tra i giovani atleti dei Vostri settori giovanili? Attraverso iniziative che coinvolgono atleti giovani e le loro famiglie. Una sorta di terzo tempo dove le strette di mano e le pacche sulle spalle sono gli ingredienti migliori per consentire di far comprendere che il valore del canottaggio sta soprattutto nell'amicizia.